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Un terzo di chi è scontento della propria occupazione resta dov'è. La consulente: «Alla lunga ciò ha della conseguenze»
 

ZURIGO - Il capo stressa, la mole di lavoro è eccessiva e la paga potrebbe essere meglio. Molti svizzeri sono insoddisfatti del proprio impiego. Quanti? 1 su 4: lo rivela un nuovo studio dell’agenzia di collocamento Robert Half.

 

Ciò che è sorprendente, tuttavia, è che un terzo di chi è scontento della propria occupazione resta dov’è e non cerca attivamente un nuovo lavoro. Il motivo più comune? Almeno per la metà di loro sono i vantaggi maturati, come modelli di lavoro flessibile o un buon salario. La seconda ragione per restare sono i buoni rapporti con i colleghi di lavoro, citata dal 29% di questi insoddisfatti a metà.

«Non esiste un lavoro perfetto al 100%», spiega Zerrin Azeri, Direttrice associata di Robert Half a Zurigo. I motivi per essere insoddisfatti quindi non mancano. «Se l’ambiente tra colleghi è buono, però, questo compensa molto», aggiunge Azeri.

L’insoddisfazione , tuttavia, non dovrebbe essere presa alla leggera: «È importante che i dipendenti non siano costantemente infelici del loro impiego», sottolinea la consulente. Ciò potrebbe infatti avere conseguenze sulla salute abbastanza rapidamente: «La frustrazione sul lavoro può sfociare in un burnout o in un boreout», afferma.

Secondo Azeri, il primo passo dovrebbe essere parlare con i propri superiori per tentare di trovare una soluzione. Se non cambia niente allora è tempo di cercare un nuovo lavoro. È il momento di agire anche in caso di sfruttamento, mobbing, continue ore supplementari o rapporti logorati con i colleghi.

Il sondaggio commissionato da Robert Half è stato condotto nel marzo scorso dall’istituto di ricerca sui mercati Yougov e ha coinvolto 250 dipendenti svizzeri.